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....Mi
presento..............

Da circa quindici anni allevo solo
cardellini. Certo è triste pensare che in un futuro esisteranno solo nelle
gabbie, ma almeno esisteranno.
E’ inutile farsi illusione il mondo
è popolato da miliardi d’esseri umani, molti dei quali fanno la fame;
è quindi inevitabile che continueremo a strappare la Natura
agli animali per sfamarci. |
Questo sito vuole essere un
piccolo bigliettino da visita del sottoscritto. Se dovessi raccontare
tutte le esperienze vissute in oltre 40 anni risulterei noioso. Magari
a qualcuno interessa solo come ottenere con facilità ibridi con il cardellino
o con il ciuffolotto.
Ad altri potrebbe risultare
utile migliorare la produzione di canarini. Beh! allora sentiamoci per
telefono o per e-mail; se poi avremo la fortuna di conoscerci personalmente
tanto meglio. Comunque avete trovato un amico ornitologo.
Mi chiamo Francesco Monopoli
(per gli amici Franco), facevo il Capo Stazione in Ferrovia a Vasto
(CH) (oggi, dopo 37 anni di lavoro sono in pensione). Grazie al mio lavoro
ho avuto modo di girare buona parte dell’Italia e assaporare dal mare
alla montagna tutti gli ambienti in cui vivono i nostri uccelli, imparare
a riconoscere come comunicano, cosa si dicono, come vivono, come ci considerano.
Si! Come ci considerano! Abbiamo gli occhi davanti, (e non lateralmente),
quindi siamo dei mostruosi predatori.
Circa 50
anni fa abitavo in campagna ovviamente con la mia famiglia. Un nostro
vicino di casa era autorizzato alla cattura degli uccelli. Io passavo
ore a guardare quelle povere bestiole impaurite e ammassate in gabbioni
fatiscenti. Avevo 4 anni quando mi regalò il mio primo cardellino.
Visse 11
anni, alimentato a sola “canaria” (così chiamavano a quei tempi la scagliola).
Unica integrazione qualche foglia di dente di leone e i semi di pomodoro
che mia madre recuperava mentre faceva le conserve di pelati e metteva
ad essiccare al sole.
Verso i
miei 12 anni, sono arrivati i primi canarini oltre a tutti gli indigeni.
Negli anni seguenti ho allevato di tutto dal merlo al pettirosso, dal
cardinalino del Venezuela al Gould, dal fringuello alla cinciallegra,
ma il cardellino è stato sempre il principe.
Nella maggior
parte dei casi usavo il cardellino per fare ibridi. Aveva poca importanza
se si riproducevano in purezza in gabbia perchè a quei tempi procurarsi
dei cardellini era facilissimo: bastava andare nella bellissima villa
comunale della mia città natale (Trani), e alzare lo sguardo, quasi ogni
pianta custodiva un nido. Prendere i piccoli e farli svezzare da una balia
era semplicissimo. ..............................erano altri tempi !
Purtroppo
oggi in quella villa c’è solo silenzio. Inutile chiedersi il perché, le
campagne sono tutte avvelenate da antiparassitari, disserbanti, veleni
per lumache ed altro.
Quindi mettiamoci
d'impegno e alleviamoli seriamente, e quei pochi ancora in natura lasciamoli
tranquilli (oltretutto, oggi,è severamente vietato dalla legge). |