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Come fare incardellati

 

 

altri indigeni
 
 
 

 

alcuni incardellati miei

Nelle foto qui sotto R 1di 5 anni  incardellato x canarina rossa

per sentire una buona passata del canto Incardellato clicca qui

Ora veniamo all'ibridazione del cardellino. Spesso mi viene chiesto come mai riesco a fare con facilità incardellati.Il mio sistema è abbastanza semplice.Dopo gli ibridi di verzellino e di fanello, fare incardellati è abbastanza facile.

Durante tutto l'inverno lascio il cardellino in compagnia di un canarino maschio nella stessa gabbia. Sconsiglio di lasciarlo con la femmina di canarino, perchè ho notato che la convivenza porta la femmina a non considerare come patner il cardellino, ma alla fine lo tollera e continua a deporre uova infeconde. Mentre il cardellino ha bisogno di litigare di tanto in tanto con il canarino maschio, in questo modo famigliarizza con la nuova specie. Quando lo si passerà alla canarina sarà più baldanzoso.

Dispongo nella zona bassa delle batterie da cova le femmine canarine da destinare ai cardellini. Le femmine lasciate da sole, quando si avvicina il momento della deposizione, e sentono cantare i maschi nelle gabbie superiori, si abbassano invitando (invano) i maschi per la copula. Non tutte le femmine hanno questo comportamento , tocca individuarle. Sono queste le femmine da dare al cardellino. Nel frattempo il cardellino sta da solo, in modo che vada il più possibile in calore.

Solitamente gli ibridi si ottengono verso maggio ma può capitare il cardellini già pronto in calore a marzo. Un cardellino lo si può passare tranquillamente anche a 3 femmine una volta che sappiamo che è un buon gallatore.

E' importante curare l'alimentazione dei cardellini. Il punto debole del ciuffolotto , per esempio, è l'apparato respiratorio, mentre per il cardellino è importantissimo curare l'intestino. I pastoncini del commercio sono buoni (per chi li vende), come pure le innumerevoli miscele di semi: più ne metti e peggio è. Considera che ogni seme ha addosso una sua specifica muffa, batterio,o inquinante.
Più semi = più rischi. Io ai miei cardellini metto in mangiatoie separate a volontà scagliola e perilla chiara (un pò di girasole e lino durante la muta, un pò di canapa in primavera, e di tanto in tanto un pò di semi di cicoria e lattuga), e non faccio mai mancare il pastoncino di mia fabbricazione.

Mentre ai canarini solo scagliola e pastoncino. Ovviamente sali minerali, gritt e osso di seppia sempre a disposizione. I semi vanno sempre prima testati con la prova della germinazione, un seme che non germoglia è pericolossissimo. Bisogna, però, sempre tener presente che se un cardellino è abituato ad un certo reggime alimentare è controproducente cambiare alimentazione. Naturalmente conviene abituarli da piccoli al nostro regime alimentare.

Alcuni cardellini hanno il vizio di bucare le uova, cosa che accade più di rado se la femmina è una cardellina, forse perchè la canarina non fa rispettare il nido come lo fa una cardellina. Comunque conviene separare il cardellino e lasciare la canarina ad allevare da sola. Nel frattempo possiamo passare il cardellino ad un'altra canarina. Rimetteremo il cardellino alla prima femmina dopo aver separato i piccoli. Con un buon cardellino e tre canarine possiamo arrivare ad avere una buona ventina di incardellati in una stagione cove.

incardellato (F1) x canarina = R1

Dicono che gli ibridatori sono gli unici veri allevatori appassionati e disinteressati. Io non so dire se è vero ma di certo con l’ibridazione c’è un po’ da ammattire. A riguardo vi racconto cosa mi è accaduto in questi ultimi anni.

Volevo fare un regalo ad un amico d’origine napoletana e con la passione per il canto del cardellino. Avendo prodotto alcuni ibridi di cardellino, prestai attenzione a quale dei maschi cantava il più possibile vicino al cardellino.  Naturalmente il regalo fu fortemente gradito.

Agli inizi di luglio, dell’anno successivo, quest’amico mi telefonò e a malincuore mi disse che l’incardellato era motivo di litigio con la moglie perché cantava tanto da essere insopportabile, perciò me lo restituiva.

Come al solito era il momento in cui non disponevo di molto spazio, e non sapendo dove alloggiarlo lo accoppiai con una canarina che aveva finito di svezzare la terza covata da sola. Per niente stanca, la canarina preparò il nido e depose 4 uova. La mia idea era di utilizzarli come balie per soggetti più importanti, convinto che le uova sarebbero state infeconde. Dopo 7 giorni vado a “sperare” le uova e per mia meraviglia erano tutte feconde. Pensai: mi sarò sbagliato sostituendole con quelle di un’altra coppia.

 Al 13mo giorno eccoli tutti e quattro, scuri come dei comuni verdi. Avevo un allevamento di solo canarini lipocromici. Man mano che crescevano cercavo di intravedere qualche penna chiara, invece tutti e quattro completamente scuri.

A questo punto volevo avere conferma della totale fecondità dell’incardellato, quindi lo passai ad un’altra canarina. Dopo un periodo di litigi, la canarina depose 5 uova. Di queste solo uno fecondo, nato e svezzato.Totale complessivo tre maschi e due femmine R1.

L’anno successivo, mi procurai una coppia di agata, una di satinè e una femmina isabella (tutti mosaico). Accoppiai l’incardellato con l’isabella; i due R1 maschi con le femmine agata e satinè; e le due femmine R1 con i maschi agata e satinè. Cosa speravo di ottenere? Era presuntuoso pensare a una nuova varietà di canarini con la mascherina?

Le due femmine R1 risultarono completamente sterili, nemmeno l’idea di voler nidificare. E somma delusione dai maschi nessun uovo fecondo delle 46 uova deposte.

Qual’era il problema? Vediamo il triangolo di Kramer: alimentazione – ambiente- patrimonio genetico.

Visto che alimentazione e ambiente erano invariati, era un po’ buffo ricercare la causa nel patrimonio genetico. Da circa 30 anni annoto tutto, e mi fu facile scoprire che la prima femmina accoppiata con l’incardellato era una sua sorellastra (stessa madre) e la seconda era cugina (da parte di madre).  E io le avevo date via! Per gli altri tre anni successivi ho continuato ad accoppiare i maschi con canarine sia lipocromiche sia melaniche; ma niente.

Ormai sono rassegnato a non veder nascere R2 ma fin tanto che padre e figlio sono vivi continuerò nei tentativi.

Non sono convinto che l’affinità di parentela sia determinante, ma nel dubbio quest’anno ricomincio da capo: farò degli incardellati da accoppiare con le sorellastre e con la madre………………e chi vivrà vedrà.

 

 

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